{"id":724,"date":"2022-09-26T10:54:56","date_gmt":"2022-09-26T08:54:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.29b.it\/i-relitti-di-sestri-levante\/"},"modified":"2023-01-10T10:45:17","modified_gmt":"2023-01-10T09:45:17","slug":"i-relitti-di-sestri-levante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.29b.it\/en\/i-relitti-di-sestri-levante\/","title":{"rendered":"I relitti di Sestri Levante"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nelle acque antistanti la &#8220;citt\u00e0 dei due mari&#8221; si trovano alcuni scafi affondati durante la seconda guerra mondiale semplicemente\u2026 imperdibili!<\/h2>\n\n<p>Il mare antistante la bella cittadina ligure di <strong>Sestri Levante<\/strong> \u00e8 stato teatro di <strong>sanguinose battaglie<\/strong> durante il secondo conflitto mondiale. Il mare conserva il ricordo di queste tragedie ospitando molti <strong>relitti di navi militari<\/strong> interessanti sia dal punto di vista storico che da quello biologico.<\/p>\n\n<p>Come spesso accade infatti, le lamiere delle navi inabissate sono diventate le casa di molte specie ittiche. <strong>Anemoni<\/strong>, <strong>spugne<\/strong> e altri <strong>organismi incrostanti<\/strong> hanno ricoperto e colorato i relitti, donando loro una nuova vita. Ecco i tre relitti pi\u00f9 famosi e frequentati della zona. E diciamo subito che si tratta di immersioni riservate a subacquei esperti.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Bettolina<\/strong><strong><\/strong><\/h2>\n\n<p>La storia della cosiddetta Bettolina la dobbiamo al collega giornalista, nonch\u00e9 apprezzato fotografo, Andrea Ghisotti e al <a href=\"http:\/\/www.fanaticwrecker.eu\/\">Fanatic Wrecker<\/a> Claudio Grazioli, che l\u2019hanno ricostruita grazie ad un sapiente studio storico. Il nome vero di questa piccola motonave era <strong>Gretha<\/strong> ed era un barcone olandese adibito a <strong>trasporto merci<\/strong>. Gretha solcava placidamente i fiumi olandesi quando, nel corso della Prima Guerra Mondiale, fu requisita dai tedeschi che stavano progettando di invadere la Perfida Albione, ovvero l\u2019Inghilterra.<\/p>\n\n<p>Sfumato il progetto, Gretha, oramai trasformata in una <strong>nave da guerra<\/strong> con tanto di mitraglie contra aeree, fu chiamata <strong>J\u00f6rn<\/strong> e dirottata a Marsiglia per partecipare alla Seconda Guerra Mondiale, sempre sotto le bandiere germaniche. Portava vettovagliamenti alle truppe del Reich dislocate in Liguria quando, il 12 febbraio del 1944, gli aerei alleati la affondarono, trasformandola nel relitto che oggi giace tra i 26 e i 31 metri.<\/p>\n\n<p>L\u2019immersione \u00e8 di <strong>media difficolt\u00e0<\/strong> e la nave, ancora in buono stato, \u00e8 abitata da gronghi giocherelloni ed avvolta in nubi di castagnole che non la lasciano sola neppure per un momento.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Kt<\/strong><\/h2>\n\n<p>Anche il relitto che tutti i sub conoscono come Kt, non si chiamava affatto Kt ma <strong>UJ 2216<\/strong>. La sua storia \u00e8 molto simile a quella della Bettolina. In origine quello che poi divenne un dragamine tedesco era un elegante <strong>yacht da crociera<\/strong>, appartenente ad un nobiluomo francese. Il suo vero nome, pensate un po\u2019, era <strong>Eros<\/strong>. Dopo l\u2019invasione nazista, la nave fu requisita dalla marina germanica, assegnata alla 22a flottiglia U-Jager dislocata nel porto di Genova e trasformata in nel <strong>dragamine<\/strong> <strong>e cacciasommergibili<\/strong> UJ-2216.<\/p>\n\n<p>E proprio come la Bettolina, fu affondata nel corso di un attacco alleato il 13 settembre del 1944, mentre rientrava in porto dopo una missione. La poppa dell\u2019UJ-2216 venne colpita e devastata da una siluro lanciato da una motosilurante alleata e affond\u00f2 velocemente. Il relitto oggi giace ad una profondit\u00e0 che arriva ai 59 metri.<\/p>\n\n<p>Si tratta quindi di una immersione da effettuare con il <strong>trimix<\/strong>, adatta ai subacquei tecnici e particolarmente impegnativa anche per la corrente e per la scarsa visibilit\u00e0. Un amico che ci si \u00e8 immerso un anno fa, mi ha anche segnalato la presenza di molte reti che avvolgono i resti della zona poppiera.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Cargo armato<\/strong><\/h2>\n\n<p>Con questo nome i subacquei chiamano un <strong>peschereccio d\u2019altura<\/strong> francese, battezzato <strong>Islande<\/strong>, perch\u00e9 gettava le sue reti nel mare del Nord. Nel corso della sua vita il cargo cambi\u00f2 molti nomi e pass\u00f2 attraverso varie propriet\u00e0. Fu nominato \u201cCap Nord\u201d e poi \u201cGinette Le Borgne\u201d, rimanendo comunque, sempre, una nave da pesca. Ma con l\u2019invasione nazista anche questo cargo fu requisito, armato, arruolato di forza nella marina del F\u00fchrer e trasformato nel <strong>dragamine<\/strong> UJ-2207.<\/p>\n\n<p>Le motosiluranti inglesi posero fine alla sua carriera militare il 19 novembre 1944, affondandolo davanti alla Spezia, mentre faceva da scorta alla nave a vapore trasporto truppe Dominante. E c\u2019\u00e8 da osservare che la flotta silurante alleata, in quelle acque, faceva il bello e il cattivo tempo, considerato che a poca distanza del nostro cargo armato, si trovano altri due dragamine nazisti, il <strong>Marcella<\/strong> e l\u2019<strong>Incompr\u00e8se<\/strong>, anch\u2019essi affondati dalle navi da guerra della Royal Navy!<\/p>\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019immersione, il relitto del Cargo si trova ad una profondit\u00e0 compresa tra i 26 e i 36 metri. La prua rimane la parte meglio conservata della nave, mentre della parte centrale e della poppa, devastate dai siluri, poco rimane se non qualche lamiera contorta. Una grossa spaccatura consente di penetrare agevolmente nelle stive che ora sono tana di <strong>gronghi<\/strong> e <strong>aragoste<\/strong>. Come per tutti i relitti, se trovate qualche proiettile o qualche altro possibile souvenir\u2026 cercate di resistere alla tentazione di portarvelo a casa e lasciatelo l\u00e0, cos\u00ec anche i subacquei che verranno dopo di voi lo potranno ammirare!<\/p>\n\n<p><\/p>\n\n<p>Articolo di<br\/><strong>Riccardo Bottazzo<\/strong><\/p>\n\n<p>per <a href=\"http:\/\/www.dailynautica.com\" data-type=\"URL\" data-id=\"www.dailynautica.com\">www.dailynautica.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle acque antistanti la &#8220;citt\u00e0 dei due mari&#8221; si trovano alcuni scafi affondati durante la seconda guerra mondiale semplicemente\u2026 imperdibili! 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